domenica 19 ottobre 2008

Ho incendiato la casa del vicino,
accendevo a sera una candela
i neon tremolavano divertiti,
ombre naviganti ubriache,
credevano fosse un faro.
E comunque tra tutte le stelle che ti sei comprata
manco l’avresti vista,
invece un po’ di benzina
si offre ad un’ottima visuale dal tuo attico.
Mi vedi ? Sono qui,
l’amore lasciamolo dimenticare
io rivoglio i miei libri.

lunedì 13 ottobre 2008

C’incontriamo solo dal dottore,
ed ogni volta si fa più fatica
a dire che tutto è rimasto uguale.
Aiuta sedersi al banco della farmacia
lasciando divertirsi le ipocondrie
tra supposte,antibiotici, vitamine.
Dovevano prescriverci di essere giovani
quando era la stagione.
Rubiamo tinte per capelli,
ripensando alle mele del vicino.
Sotto un cielo color acciaieria,
pigiati come sardine scondite
emigranti dei bar di stazione,
l’umidità è lo spartito appoggiato alle ossa
che il vento sfoglia.
Ingobbiti su minestre riscaldate, tressette,
assieme ci buttiamo giù frasi,
la memoria perentoria ha un sapore senile e cattivo.

domenica 28 settembre 2008

Adesso lo chiamano marketing,
purtroppo i miei sette anni
buttati qua e la, non parlano inglese
anzi starebbero proprio zitti.

Devo essere più attivo,
fiutare l’eccitazione
seguire ogni parto intestinale
allinearlo al logo,
provate a cambiarmi le batterie.
D’improvviso s’è spenta la luce,
mi erano rimaste due pagine,
vabbè tanto il cattivo
puntualmente aveva perso.
Accidenti però a quel pacchetto di bionde,
neanche scartato,
ai gatti che dovevano mangiare.
D’improvviso nel buio,
ti sei innamorata di me
e mi hai fermato il cuore.

giovedì 18 settembre 2008

I tuoni sbattono sui vetri,
mentre m’incasino nel trattenere troppo
l’umida scia d’una quiete d’inesistenza
dall’umore di traverso del cielo
ed ancor più dagli oscuranti bagliori,
dei manicomi ad ore in città.
Carla dice addio
ma non vuol far sapere che lei ha già deciso;
c’è un nuovo dottore venuto da chi sa dove
c’è un prete, ed agita il suo manuale;
bisogna portare rispetto
hanno scritto molti libri,
peccato, oggi tutta questa gente
vorrebbe proprio mandarla a cagare.
Un’ improvvisa importanza,
che neppure da bambini
sapevamo dove fosse,
arrivati infondo all’arcobaleno.

Carla dice addio, sottovoce
lo sa bene, è stata nel posto sbagliato
per trovare un suono ad una vita
che non si è lasciata toccare.